Teste di Moro ceramiche Caltagirone fatti a mano con fiori azzurri su sfondo rosa

Arredare con le teste di moro: 9 modi di usarle in casa

Una testa di moro non si appoggia dove capita. Ha un volto, e la casa le risponde di conseguenza: se sta troppo in basso la guardi dall'alto e si spegne, se sta davanti a una finestra diventa una sagoma nera. Qui sotto ci sono nove situazioni domestiche in cui funziona, con quello che cambia in ciascuna.

Sono nove modi, non nove regole. La parte tecnica (a che altezza va il piano, contro quale sfondo, quanto lontano dal bordo) sta in un pezzo a parte: dove mettere una testa di moro perché si veda davvero.

Cosa guardare prima di scegliere la stanza

Tre caratteristiche del pezzo decidono quasi tutto il resto.

  • Ha un fronte. A differenza di un vaso non è uguale da ogni lato: c'è una faccia fatta per essere guardata e un retro che di solito finisce contro il muro. Questo esclude subito le posizioni in cui la si vede solo di spalle.
  • Pesa. La terracotta smaltata ha una massa che si sente, e un ripiano sottile o a sbalzo la accusa. Il piano che la ospita va scelto solido.
  • Ha una finitura. Madreperla, blu e arancio, white line, oro e lustri: ognuna si comporta in modo diverso accanto ai materiali di casa. Il tema è trattato per intero in come abbinare una testa di moro a legno, metallo e tessuti.

Nove modi di usarla in casa

1. Sulla consolle d'ingresso

È la collocazione con più storia alle spalle e l'unica che nella tradizione siciliana porta un significato suo. Chi entra la incontra prima di qualunque altra cosa, e questo cambia il modo in cui va girata e affiancata allo specchio. La trattiamo per esteso in la testa di moro all'ingresso.

2. In soggiorno, dentro la libreria

Una parete lunga di volumi stanca l'occhio. Una testa collocata su uno dei ripiani rompe la sequenza dei dorsi e offre un punto dove fermarsi. Rende molto di più se il ripiano resta per metà libero: la ceramica ha bisogno di aria attorno per leggersi come oggetto e non come riempitivo.

Errore ricorrente: incastrarla fra i libri fino a farle toccare i volumi ai lati. In quella condizione non si distingue più dal resto dello scaffale.

3. Sulla mensola del camino

Il camino è già un punto dove lo sguardo va da solo, quindi il pezzo lavora in discesa. La mensola di solito è più alta di un mobile normale, e questo aiuta: il volto arriva vicino all'altezza degli occhi di chi sta in piedi. Un pezzo singolo, centrato, regge la parete meglio di tre oggetti allineati.

Attenzione: se il camino è acceso spesso, il calore diretto e la fuliggine sono un problema di manutenzione più che di estetica. Ne parla come pulire una testa di moro.

4. Sulla credenza della zona pranzo

La credenza è il piano d'appoggio più generoso della casa e sopporta anche i formati importanti, quelli sopra i 40 cm. Qui la testa non compete con niente: sta a una parete, la si guarda mentre si è seduti a tavola, e l'altezza da seduti cambia la prospettiva sul volto rispetto a quando si passa in piedi.

5. Al centro del tavolo, ma bassa

Sul piano di un tavolo da pranzo funziona solo un formato contenuto. Le misure piccole del catalogo, quelle da 15 e 20 cm, lasciano passare lo sguardo fra un commensale e l'altro. Un pezzo alto al centro del tavolo interrompe la conversazione, letteralmente: le persone sedute davanti non si vedono più in faccia.

6. In camera, sul cassettone

La camera è la stanza dove si guarda un oggetto con più calma, e dove le finiture chiare rendono meglio. Il cassettone la tiene lontana dai movimenti bruschi del mattino, cosa che una superficie stretta come un comodino non garantisce. Se la parete alle spalle è tinta piena, il profilo della testa si stacca senza bisogno di altro.

7. Nello studio, alle spalle della scrivania

Chi lavora da casa passa molte ore davanti alla stessa parete, e in videochiamata quella parete la vedono anche gli altri. Una testa su uno scaffale dietro la sedia entra nell'inquadratura come una presenza precisa. Meglio decentrata rispetto alla persona, non esattamente sopra la testa di chi parla.

8. In cima alla scala o sul pianerottolo

Le case a due piani hanno quasi sempre un pianerottolo cieco, uno spazio di passaggio che nessuno arreda. Un pezzo unico su una mensola a muro trasforma quel punto in una destinazione. La scala inoltre offre una cosa rara: si sale, quindi la si vede prima dal basso e poi frontalmente, e il volto cambia lungo il percorso.

9. Come lume, quando la luce esce dal pezzo

Nel catalogo esiste una versione che non va illuminata perché è lei la fonte di luce. I lumi montano la testa in ceramica sotto un paralume in tessuto e arrivano a un'altezza complessiva fra i 55 e i 70 cm, quindi occupano il posto di una lampada da tavolo e nel frattempo fanno il lavoro di una scultura. Per tutto il resto, cioè per le teste che vanno illuminate da fuori, il metodo è in come illuminare una testa di moro.

Gli errori che tornano più spesso

  • Il piano troppo basso. Un tavolino da salotto costringe a guardare il volto dall'alto, che è l'unica angolazione in cui un viso non funziona.
  • Lo sfondo sbagliato. Una carta da parati a fantasia o una finestra alle spalle cancellano il profilo del pezzo.
  • Il gruppo troppo affollato. Cornici, candele, piante e testa insieme sullo stesso ripiano producono confusione, non abbondanza.
  • Il bordo del mobile. Un pezzo pesante appoggiato a filo del piano è un incidente in attesa, soprattutto dove passano bambini o animali.

Quando i pezzi sono più di uno

Due teste nella stessa stanza non raddoppiano l'effetto in automatico. Se le finiture sono diverse, il rischio è che si contendano l'attenzione; se sono identiche e affiancate, servono uno spazio e una simmetria che non tutte le pareti hanno. La domanda su quando comprarne due e quando fermarsi a una ha un articolo suo: perché le teste di moro si comprano in coppia.

Per una collezione che cresce nel tempo la strada più semplice è restare dentro una sola linea decorativa e variare le misure. È il criterio con cui sono costruite le collezioni dello store, e il motivo per cui una linea madreperla messa insieme in tre formati diversi tiene meglio di tre pezzi presi da tre linee.

Domande frequenti

Serve per forza una parete libera?

No, ma serve uno sfondo che non compete. Una parete tinta piena è la condizione più facile. Su una parete decorata funziona lo stesso se il pezzo è di una linea a tinta unita, per esempio quelle della essenzialità moderna, invece di una linea a decoro ricco.

Si può mettere in bagno o in cucina?

La terracotta smaltata regge l'umidità e il vapore senza problemi. Il limite in quelle stanze è di spazio e di grasso in sospensione più che di materiale: sopra i fornelli si sporca in fretta.

Quante misure servono per arredare una stanza?

Una sola, quasi sempre. Il caso in cui ne servono due è quando i piani d'appoggio sono a quote molto diverse fra loro. Su come si sceglie il formato in rapporto allo spazio c'è come scegliere la misura di una testa di moro.

Va bene anche in una casa che non ha niente di siciliano?

Sì, e spesso rende di più. In un ambiente neutro il pezzo è l'unico elemento che porta colore e racconto, quindi non deve dividere l'attenzione con altro.

Da dove partire

Delle nove situazioni qui sopra, sceglierne una e trattarla bene vale più che distribuire pezzi in tutta la casa. Il consiglio pratico è cominciare dalla stanza in cui passi più tempo, non da quella che vedono gli ospiti.

Le teste in catalogo sono tutte modellate e decorate a mano nel laboratorio di Caltagirone, e ogni pezzo è diverso dal successivo per come è nato. Puoi vederle tutte nella collezione teste di moro, oppure partire dai formati e dalle finiture che scelgono più spesso i nostri clienti.

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