Testa di moro artigianale o industriale: come si vede la differenza

Testa di moro artigianale o industriale: come si vede la differenza

Si vede dalle ripetizioni. Metti due esemplari dello stesso modello uno accanto all'altro: se il decoro coincide linea per linea, quel decoro non è stato dipinto, è stato applicato. Su un pezzo lavorato a mano il pennello parte e si stacca in un punto sempre diverso, e lo scarto fra un esemplare e l'altro si vede a occhio nudo.

Qui sotto trovi i segni da cercare, in ordine di quanto sono difficili da imitare. Riguardano tutti la lavorazione. Se la tua domanda è invece da dove viene il pezzo, cioè se è davvero di Caltagirone, quella è una verifica diversa e l'abbiamo scritta in come riconoscere una testa di moro autentica. Un oggetto può essere fatto a mano e non venire dalla Sicilia.

Il confronto che risolve la domanda in dieci secondi

Non serve avere il pezzo davanti. Su un negozio online apri due schede dello stesso modello, in due colorazioni oppure lo stesso codice fotografato due volte, e guarda i dettagli piccoli: le foglie, i petali, i riccioli della barba. Nella produzione a mano nessuno di quei dettagli è sovrapponibile. Nella stampa lo è tutto, perché nasce dalla stessa matrice.

Se il negozio pubblica una sola immagine per modello, quel confronto non lo puoi fare. Anche questo è un dato: vuol dire che stai guardando un catalogo, non un pezzo.

I segni della mano, uno per uno

L'asimmetria del volto

Un viso modellato a mano non è simmetrico. Un occhio è appena più alto, il naso non cade esattamente sull'asse, la bocca pende da un lato di un paio di millimetri. Non è un errore, è la firma del gesto: la stessa faccia rifatta il giorno dopo dalla stessa persona avrà un'espressione leggermente diversa. Uno stampo industriale restituisce invece volti perfettamente specchiati, ed è il motivo per cui a vederli in fila danno una sensazione fredda.

I tratti del pennello

Guarda una linea di colore dove finisce. Il pennello lascia un attacco più carico e una coda più sottile, e dove i passaggi si sovrappongono il colore è più denso. Nei decori stampati lo spessore è costante su tutta la linea e i bordi sono netti come una fotocopia. Con una luce radente la differenza si nota anche in fotografia.

Lo smalto

Lo smalto steso a mano non è uno strato uniforme: si raccoglie negli incavi, si assottiglia sugli spigoli, ogni tanto lascia un microscopico punto di spillo dove una bolla è scoppiata in cottura. Sul fondo restano i piccoli segni opachi dei distanziatori su cui il pezzo ha appoggiato in forno. Una produzione industriale ha lo strato costante e il fondo pulito, perché quel problema lo risolve la macchina.

Il fondo e l'interno

Capovolgi il pezzo, se puoi. La parte che non si vede è quella che l'industria cura meno e che un laboratorio non può nascondere: il biscotto a vista, cioè la terracotta non smaltata, ha il colore e la ruvidità della terra cotta davvero. Anche la cavità interna dice molto. Nel pezzo fatto a mano è irregolare, porta i segni delle dita o della stecca, e non è mai lucidata.

Il peso

A parità di altezza, un pezzo modellato a mano pesa di più, perché lo spessore delle pareti non è calibrato al minimo indispensabile. Se sollevi una testa da 40 cm e ti sembra leggera come una scatola, la risposta ce l'hai già. È il controllo più rapido di tutti, e l'unico che una fotografia non ti darà mai.

La decalcomania, il caso più insidioso

La stampa applicata al posto della pittura è il trucco che confonde di più, perché a un metro di distanza il risultato è convincente. Da vicino no. Il trasferello ha un bordo, una pellicola sottilissima che a luce radente si intravede come un rettangolo appena più lucido intorno al disegno. E il disegno ha un retino, cioè è composto di puntini regolari. Un decoro dipinto non ha bordi e non ha puntini.

Quello che non è un difetto

Chi compra il primo pezzo fatto a mano ci scrive spesso preoccupato per cose che sono invece la prova di quello che ha comprato: una variazione di tono rispetto alla fotografia, un puntino nello smalto, un bordo appena irregolare, la craquelure sottile sulle superfici invecchiate. Lo diciamo da anni ed è la cosa più vera che sappiamo dire su questo mestiere: eventuali imperfezioni denotano l'originalità dell'opera.

Sono difetti veri, invece, le crepe passanti, le sbeccature sul bordo e le riparazioni nascoste sotto lo smalto. Quelle si segnalano e si sostituiscono, sempre.

Come invecchiano

Questa è la differenza che si vede dopo, non in negozio. Uno smalto ceramico cotto ad alta temperatura non sbiadisce: i colori di una testa dipinta a mano fra vent'anni saranno gli stessi, e la superficie prenderà solo quella patina leggera che rende un oggetto abitato. I decori applicati a freddo, cioè dopo la cottura, si consumano dove il pezzo viene toccato e spolverato, e sono i primi punti in cui capisci che cosa hai in casa. Su come tenerli puliti senza rovinarli abbiamo scritto a parte, in come pulire una testa di moro.

Il conto delle ore

La differenza di prezzo fra i due mondi non è un ricarico sul nome, è aritmetica. Modellare, ritoccare i lineamenti, smaltare, decorare a mano e cuocere più volte lo stesso oggetto occupa una persona per una parte consistente della sua giornata. Il nostro listino comincia a 130 € e da lì sale con le ore che il pezzo richiede. Quando un prezzo sta molto sotto la media, una di quelle lavorazioni è stata sostituita da una macchina, e di norma è la decorazione.

Industriale non vuol dire scadente

Vale la pena dirlo, perché il confronto viene raccontato spesso come una gara morale e non lo è. Un pezzo prodotto in serie costa meno, arriva subito, si sostituisce identico se si rompe, ed è la scelta ragionevole quando serve una quantità o quando l'oggetto ha soltanto una funzione. Quello che non può fare è essere irripetibile: due esemplari usciti dallo stesso stampo sono lo stesso oggetto, e restano tali.

Chi sceglie una testa di moro lavorata a mano compra esattamente la parte che la serie non sa produrre, cioè il fatto che quella faccia lì esista una volta sola.

Domande frequenti

Si capisce da una fotografia se una testa è fatta a mano?

In buona parte sì, se hai due immagini dello stesso modello da confrontare e una risoluzione decente per guardare i bordi del decoro. Quello che la fotografia non dà è il peso.

Le teste fatte a mano si rompono più facilmente?

No. La terracotta smaltata è resistente e nei pezzi di bottega lo spessore è generoso. I nemici veri sono l'urto e lo sbalzo termico, non la lavorazione.

Perché due pezzi dello stesso modello hanno colori un po' diversi?

Perché lo smalto è steso a mano e reagisce alla cottura in modo mai identico. È la stessa ragione per cui nessuno dei due si potrebbe rifare uguale, nemmeno volendo.

Una testa formata con lo stampo ma dipinta a mano è artigianale?

In parte, e la risposta onesta è che dipende da cosa viene dopo. La formatura a stampo si usa anche in bottega: quello che distingue il pezzo è il ritocco dei lineamenti e la decorazione, che o si fanno a mano o non si fanno. La domanda giusta da porre a un venditore non è se ci sia uno stampo, ma chi ha dipinto.

Provaci adesso

Apri una qualsiasi delle nostre schede, porta le foto a schermo intero e cerca l'attacco di un tratto di pennello sul bordo di una foglia. Sono lì. Una volta che li hai visti non riesci più a non vederli, nemmeno guardando gli oggetti degli altri.

La collezione completa esce dal nostro laboratorio di Caltagirone, modellata e decorata a mano pezzo per pezzo. Se questa parte è chiara e ti manca solo il formato, il conto lo abbiamo fatto in come scegliere la misura.

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