Dove mettere una testa di moro perché si veda davvero

Dove mettere una testa di moro perché si veda davvero

La collocazione di una testa di moro si decide su quattro parametri, non sulla stanza: l'altezza del piano rispetto agli occhi, lo sfondo che ha alle spalle, quanto spazio le resta attorno e da che parte è girata. Se questi quattro sono a posto il pezzo si vede in qualunque ambiente. Se sbagliano, non c'è stanza che tenga.

Questo articolo tratta la regola. L'elenco delle situazioni domestiche in cui usarla sta invece in arredare con le teste di moro.

1. L'altezza del piano si misura sugli occhi, non da terra

Il parametro decisivo non è quanto è alto il mobile in assoluto, ma dove finisce il volto rispetto a chi guarda. Un viso si legge bene quando lo si incontra frontalmente o poco sotto la linea degli occhi. Sopra quella linea diventa un oggetto che domina; molto sotto si trasforma in una calotta vista dall'alto, che è l'angolazione peggiore per qualsiasi ritratto.

In pratica: gli occhi di una persona in piedi stanno intorno al metro e mezzo da terra, e un mobile d'appoggio da ingresso o da corridoio si aggira fra gli 80 e i 90 cm (è l'intervallo comune dei mobili in commercio, non una norma). Sommando l'altezza del pezzo si capisce subito dove cade il volto. Con una testa da 40 cm su una consolle di quel tipo si arriva vicino alla quota giusta. Con una da 25 cm sullo stesso mobile si resta parecchio sotto, e conviene alzare il piano o scegliere un formato più grande.

Da seduti il calcolo cambia del tutto, e per questo un pezzo pensato per il salotto non va valutato stando in piedi in mezzo alla stanza.

2. Lo sfondo conta quanto il pezzo

Una testa di moro è una forma piena con un profilo netto. Perché quel profilo si legga serve una superficie alle spalle che non lo disturbi.

  • Parete a tinta unita. È la condizione più semplice, e più il tono è diverso da quello del pezzo più il contorno si stacca.
  • Fondo scuro. Le finiture chiare guadagnano moltissimo. Su una parete scura un pezzo bianco o madreperlato sembra illuminato anche senza luce dedicata.
  • Controluce, mai. Davanti a una finestra o a una portafinestra la testa diventa una silhouette e il decoro sparisce per buona parte della giornata. Se il piano è per forza lì, va spostato di lato rispetto all'apertura.
  • Superfici a fantasia. Carta da parati decorata, boiserie molto lavorate e librerie fitte annullano il contorno. In quei casi conviene una linea a tinta piena piuttosto che un decoro ricco.

3. Lo spazio attorno è parte dell'oggetto

Un pezzo scultoreo ha bisogno di vuoto per essere riconosciuto come tale. La misura buona è semplice da verificare a occhio: attorno alla base deve restare almeno una fascia libera larga quanto il pezzo stesso. Sotto questa soglia la testa entra a far parte del gruppo di oggetti che ha vicino e smette di essere letta da sola.

Vale anche in verticale. Su un ripiano di libreria, se sopra la testa restano pochi centimetri di luce, il pezzo appare schiacciato dentro il suo alloggiamento.

4. La distanza dal bordo è una questione di stabilità

La terracotta smaltata è pesante e la base di una testa di moro è più stretta del corpo, quindi il baricentro è alto. Due conseguenze pratiche.

La prima: il pezzo va arretrato rispetto al filo del piano, in modo che nessuna parte sporga nel vuoto. Su una consolle stretta, dove la profondità del mobile è di poco superiore alla base, questo può voler dire scegliere una misura più contenuta invece di sacrificare la stabilità.

La seconda: contano i punti di passaggio. Un mobile lungo un corridoio, l'angolo dove si appoggia la spesa, il ripiano vicino a una porta che sbatte. Sono i posti in cui gli incidenti avvengono davvero, e nessuna regola di composizione li compensa.

5. Da che parte guarda

È il parametro che quasi nessuno considera e che cambia l'effetto più di tutti. La testa ha uno sguardo, e quello sguardo indica una direzione dentro la stanza.

Rivolta verso il centro dell'ambiente accompagna chi arriva e chiude la composizione verso l'interno. Rivolta verso una parete o verso un angolo cieco dà l'impressione di un oggetto messo lì per riempire. In una stanza di passaggio, orientarla lungo la direzione in cui le persone camminano fa sì che la si incontri di tre quarti, che è l'angolazione in cui un volto in rilievo rende meglio.

Nell'ingresso questo parametro ha un peso ulteriore, perché entra in gioco anche il significato tradizionale della soglia. Lo trattiamo in la testa di moro all'ingresso.

Cosa cambia quando i pezzi sono due

La coppia non si comporta come due esemplari singoli affiancati, e va posizionata con criteri propri.

  • Servono un asse e un centro. Due teste chiedono un elemento che le tenga insieme: la mezzeria di una consolle, i lati di uno specchio, gli estremi di una mensola. Senza un riferimento comune sembrano due oggetti capitati sullo stesso piano.
  • Gli sguardi vanno gestiti. Rivolti l'uno verso l'altro creano una scena chiusa fra i due pezzi. Rivolti entrambi in avanti creano un fronte. Divergenti, cioè ciascuno verso l'esterno, di solito non funzionano.
  • Lo spazio richiesto è più che doppio. Oltre alla fascia libera attorno a ciascuna serve la distanza fra loro, altrimenti si leggono come un blocco unico.

Sul perché la coppia esiste e quando ha senso comprarne due c'è perché le teste di moro si comprano in coppia.

Domande ricorrenti

Meglio al centro del mobile o spostata di lato?

Al centro se il pezzo è solo e il mobile è simmetrico. Di lato se sul piano c'è altro, per esempio una lampada: in quel caso i due elementi vanno messi ai due terzi del piano, non affiancati al centro.

Su una mensola a muro tiene?

Dipende dalla portata dichiarata dalla mensola e dal tipo di fissaggio, non dal pezzo. Vale la pena verificarla prima dell'acquisto, perché una testa di media misura non è un oggetto leggero.

Se la stanza è piccola conviene un formato piccolo?

Non sempre. In una stanza piccola è più efficace un solo pezzo di buona misura che due o tre piccoli distribuiti: il risultato è più ordinato e lo spazio sembra meno affollato.

Devo tenerla lontana dalla luce del sole?

L'esposizione diretta e prolungata è meglio evitarla, ed è un tema di conservazione più che di collocazione. È trattato in come pulire una testa di moro.

Il riassunto operativo

Prima di appoggiare il pezzo, controlla quattro cose in quest'ordine: dove cade il volto rispetto ai tuoi occhi, cosa c'è dietro, quanto vuoto resta intorno, dove guarda. Se tutte e quattro reggono, la stanza è quella giusta.

Le linee a tinta piena sono le più facili da collocare perché tollerano sfondi difficili senza perdere il profilo. Le trovi nella essenzialità moderna e nella monocromia di blu. Se invece il piano che hai in mente è quello di una lampada, c'è la versione che risolve luce e oggetto insieme.

Scopri le nostre collezioni

Decoro Sicily
Decoro Sicily - Moorish Head

Decoro Sicily

Linea Fiori
Linea Fiori - Moorish Head

Linea Fiori

Linea Limoni Siciliani
Linea Limoni Siciliani - Moorish Head

Linea Limoni Siciliani